
Mi chiamo Carla Fiorentini, sono nata in un piccolo paese immerso nel verde di boschi secolari e ridenti campagne.
Qui, in questo luogo incontaminato, sono stata felice, accontentandomi delle cose semplici e seguendo i valori antichi tramandatimi dai miei avi che dalla terra hanno sempre tratto il sostentamento seguendo il ritmo delle stagioni. I loro cibi erano fatti coi frutti della terra e del lavoro e la loro vita era serena perché si sentivano ricchi anche con un piatto di fagioli. Nel nostro mondo genuino “né il sole, né il vento venivano mai invano” e aiutavano la natura che “sempre dava a noi una mano” In questa simbiosi tra la nostra vita e l’ambiente tutto era magicamente utile e perfetto e i prodotti che la terra ci dava erano per noi preziosi doni.
Tutto ciò che ci circondava veniva vissuto come un’opportunità e le sfide quotidiane accettate con rassegnazione e forza di volontà. Il loro superamento rappresentava il premio e l’orgoglio per la nostra famiglia che aveva saputo sopravvivere alle avversità. Tutto diventava magico ai miei occhi: il sorgere del sole, i tramonti infuocati, le verdi distese erbose, i cieli limpidi e quelli tappezzati di nuvole, l’odore di pollini, le piogge rinfrescanti e i venti ciarlieri. Intorno al fuoco, al calore della fiamma e a quello della mia famiglia era bellissimo scaldarmi.
Per noi la solidarietà, la generosità, gli insegnamenti dei nonni, le tradizioni, il rispetto dell’ambiente erano importanti. In quel mondo lontano dal consumismo, dalla corsa al successo e dal desiderio delle cose futili ho trovato tanti tesori e mi sono sentita una privilegiata.
Un giorno dai cassetti dell’anima le mie emozioni vollero uscire e, volando, atterrare nel cuore di mia figlia perché quel mondo lontano non andasse perduto ma che potesse mostrarsi anche ai tanti giovani che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
È sempre bello scoprire storie familiari cristallizzate dal tempo, momenti preziosi di un passato autentico e carico di significati dove spesso, nelle difficoltà quotidiane, ci si riuniva a fine giornata intorno a un tavolo o nel tepore della cucina.
Si riescono quasi a percepire quei momenti? sentendone gli odori e immaginando i visi di quelle persone stanche ma felici di condividere un momento di unione e condivisione.
“Ricordo… i cibi della mia cucina che sapevano di terra e di gallina” è proprio un libro che ci conduce in queste pagine di vita, sia vissute che ereditate, attraverso il contatto con la famiglia, la natura e con tutte quelle pietanze che hanno accompagnato la cucina nelle varie stagioni, in questo caso la cucina toscana.
Ciò che rende davvero speciale, questo libro non è solo l’affidare alla carta una tradizione spesso tramandata con l’esperienza di generazione in generazione, ma anche la scelta di farlo attraverso un racconto in versi, come una lunga poesia, capace di unire la narrazione della vita con le ricette della propria tradizione familiare.
Divise per stagioni, che prima erano l’orologio con cui si scandiva il tempo dei frutti e del lavoro, queste pagine ci portano nel cuore della tradizione toscana attraverso ricette raccontate in modo originale, poetico… perché poi in fondo la cucina è anche un po’ poesia.
Il risultato è una raccolta di piatti preziosi arricchiti da fotografie e da una narrazione originale in versi in cui troviamo (tra le tante): l’acqua cotta, la colazione di Pasqua, i tortelli, il castagnaccio, la gallina ovviamente e tante tante altre ricette arricchite dal racconto familiare che rende uniche queste esperienze culinarie.
Carla Fiorentini, che in questo libro imprime il profilo del piccolo paese immerso nel verde in cui è nata, attraverso la tradizione culinaria racconta quei valori, un po’ persi per strada dalla generazione presente, di semplicità, di assenza di spreco, di gratitudine per il frutto del lavoro, di valore e di unione in cui emerge la grande forza figlia della solidarietà, delle tradizioni e degli insegnamenti, lontani da quel consumismo che oggi ci affligge e da cui fatichiamo a slegarci anche nei rapporti umani.
Ecco quindi che riscoprire una storia familiare, anche attraverso le ricette di questa tradizione personale, diventa occasione per riunirsi attorno a quel focolare e provare ricette che Carla ci racconta in modo così elegante riscoprendo la bellezza e l’importanza del ritrovarsi, di essere persone uniche ma rese forti dal grande potere della condivisione, un potere magico la cui bacchetta spesso si nasconde dentro a un mestolo di legno.
Carla scrive questo libro raccontando la propria storia alla figlia Giulia, ma emerge con tutta la sua forza il desiderio di far scoprire a tutti noi lettori, io ne farò sicuramente tesoro.
Titolo: Ricordo… i cibi della mia cucina che sapevano di terra e di gallina
Autore: Carla Fiorentini
Formato: Copertina flessibile
Pagine: 391
Editore: Self